Ho letto La tua solitudine è il nostro business, il libro che racconta come l’intelligenza artificiale stia trasformando le nostre relazioni. È scritto in modo magistrale: pulito, chiaro, semplice, accessibile, ben strutturato e ben concepito. L’ho letto in meno di 2 giorni, l’ho divorato… sarà forse perché sono un informatico e il tema mi tocca da vicino?

Il libro porta avanti le proprie tesi avvalorandole con i numeri — dati statistici, cifre che comprovano lo stato reale dell’uso dell’intelligenza artificiale. Mostra come la fragilità umana sia diventata una risorsa economica e come la solitudine venga trasformata in un mercato globale sempre più redditizio. Mazzini si immerge nel mondo dell’IA applicata alle relazioni umane e ne emerge con una certezza: è un’industria che non risolve la solitudine, ma la rende sostenibile, scalabile e soprattutto redditizia. CaseperAmazon

Il quadro che ne emerge attrae e spaventa, è quasi orrorifico. In certi momenti ho sofferto nel leggerlo, perché rappresenta un ritratto desolante della nostra società. Eppure è un climax potentissimo, che conduce a una conclusione naturale e ti fa quasi cogliere il senso stesso dell’essere umani — e lo fa con una dolcezza e una semplicità che mi hanno spiazzato.

La stessa autrice dice di aver sofferto nello scriverlo, ed è facilmente comprensibile. Sono sconvolto e allo stesso tempo entusiasta di averlo letto.

Cosa dicono le altre recensioni

Il sentire comune conferma le mie impressioni. Chi segue Serena da tempo parla di una lettura di altissimo livello, in particolare per i capitoli dedicati ai bambini e agli anziani e per le riflessioni sulle implicazioni emotive dei chatbot: temi attuali, delicati, affrontati con un approccio solido e sempre basato su dati concreti. Una lettrice lo riassume con una frase che sottoscrivo in pieno: un libro che non si esaurisce con l’ultima pagina, ma continua a lavorare dentro di te. AmazonAmazon

Altre voci insistono sul cuore politico dell’opera. Si parla di un’indagine lucida e inquietante sul nuovo capitalismo emotivo costruito attorno all’intelligenza artificiale, in cui chatbot, assistenti virtuali, piattaforme di terapia online e partner artificiali ridefiniscono il concetto stesso di intimità. Il principio su cui si regge questo capitalismo emotivo è semplice e spietato: più un essere umano è fragile, più parla; più parla, più produce dati; più produce dati, più il sistema si perfeziona. La fragilità non viene curata: viene monetizzata. Ed è qui che il libro lancia la sua domanda più urgente, quella che resta addosso a lettura finita: a chi serve davvero questa tecnologia?

Chi è l’autrice

Serena Mazzini, nata nel 1988, è una freelance esperta in social media strategy e critica dei new media, con esperienze in agenzie pubblicitarie di rilievo internazionale. Insegna advertising e teoria e metodo dei mass media alla NABA. È co-host del podcast Burnout, con Selvaggia Lucarelli. Nota anche come Serena Doe, la sua attività divulgativa è dedicata a sensibilizzare il pubblico sui pericoli della rete, promuovendo un uso etico e consapevole del digitale. Nel 2025 per Rizzoli ha pubblicato Il lato oscuro dei social network. Una voce che preferisce, per sua stessa ammissione, nascondersi tra le parole più che esporre il volto — e proprio da quella postura defilata nasce la lucidità delle sue indagini.